INFOLINE
(Data ultima modifica: 03/02/04)
  News
  "Per l’ente è un monumento, per gli architetti un simbolo ma versa in condizioni pietose

Poste di Sabaudia, l’abbandono del palazzo del Novecento"

Il Messaggero - 07.02.2000  
  IL MESSAGGERO - Lunedì 7 Febbraio 2000

Per l’ente è un monumento, per gli architetti un simbolo ma versa in condizioni pietose
Poste di Sabaudia, l’abbandono del palazzo del Novecento

di LICIA PASTORE

La ceramica colore blu-Savoia del mosaico esterno scrostata in più parti. Alcune pareti imbrattate da scritte, pezzi di isolante staccati dal vento che penzolano dal tetto. E all'interno avvisi e manifesti pubblicitari attaccati con pezzi di scotch sulle pareti grigie rivestite sempre a mosaico. E lo stato attuale del palazzo delle
Poste di Sabaudia. Già proprio il palazzo postale, quello lo scorso anno fu adottato dall'Ordine degli Architetti come il più significativo edificio del Novecento della provincia pontina, in occasione della festa dell'architettura.
La bella targa commemorativa intitolata al progettista Angelo Mazzoni è ancora lì, attaccata sul portone principale del palazzo che l'assessore alla cultura Mario Tieghi e il presidente della commissione urbanistica e delegato all'arredo urbano Nino Schintu, si erano impegnati a salvaguardare trasformandolo magari in uno spazio espositivo o in una biblioteca.
Dicevano: evitiamo che il necessario adeguamento alle attuali norme di sicurezza ed agli standard funzionali degli uffici postali possa compromettere gli spazi e le forme caratteristiche dell'opera. E l'incuria? Che effetto sta avendo su questo monumento degli anni Trenta? Devastante. Pensate che l'Ente Poste nel primo numero del 2000 di Qui Touring, lo definisce così: "Un patrimonio prezioso e conservato con cura" quello costituito dal palazzo postale di Sabaudia e da altri 30 palazzi storici postali descritti e fotografati in un libro edito da Franco Maria Ricci.
Una curiosa coincidenza, che nel caso del "palazzo blu" di Sabaudia risulta davvero molto stonata. «E' veramente inaccettabile - commenta qualcuno con tono sprezzante - che un patrimonio così, debba essere mantenuto in questo stato». Lo sdegno è di tutti a Sabaudia, di tutti quelli che si aspettavano più attenzione per quest’opera.
«Angelo Mazzoni convinto dell'importanza costruttiva del colore ha ideato un palazzo postelegrafonico, dalle porte di rame ma agilissime, rivestito di ceramica di cui il colore dominante blu-savoia, armonizzandosi con il vermiglione delle vetrate a grata antimalarica e relative cornici di pietra rosso di Siena, ... attira l'attenzione dei passanti». Questa è una celebre recensione del 1934, anno in cui fu inaugurato il palazzo postale, attualissima ancora solo e certamente per l'attenzione che attira nei passanti...