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IL
MESSAGGERO - Lunedì 7 Febbraio 2000 Per lente è un
monumento, per gli architetti un simbolo ma versa in
condizioni pietose
Poste
di Sabaudia, labbandono del palazzo del
Novecento
di LICIA PASTORE
La ceramica colore blu-Savoia del mosaico esterno
scrostata in più parti. Alcune pareti imbrattate da
scritte, pezzi di isolante staccati dal vento che
penzolano dal tetto. E all'interno avvisi e manifesti
pubblicitari attaccati con pezzi di scotch sulle
pareti grigie rivestite sempre a mosaico. E lo stato
attuale del palazzo delle Poste
di Sabaudia. Già
proprio il palazzo postale, quello lo scorso anno fu
adottato dall'Ordine degli Architetti come il più
significativo edificio del Novecento della provincia
pontina, in occasione della festa
dell'architettura.
La bella targa commemorativa intitolata al
progettista Angelo Mazzoni è ancora lì, attaccata
sul portone principale del palazzo che l'assessore
alla cultura Mario Tieghi e il presidente della
commissione urbanistica e delegato all'arredo urbano
Nino Schintu, si erano impegnati a salvaguardare
trasformandolo magari in uno spazio espositivo o in
una biblioteca.
Dicevano: evitiamo che il necessario adeguamento alle
attuali norme di sicurezza ed agli standard
funzionali degli uffici postali possa compromettere
gli spazi e le forme caratteristiche dell'opera. E
l'incuria? Che effetto sta avendo su questo monumento
degli anni Trenta? Devastante. Pensate che l'Ente
Poste nel primo numero del 2000 di Qui Touring,
lo definisce così: "Un patrimonio prezioso e
conservato con cura" quello costituito dal
palazzo postale di Sabaudia e da altri 30 palazzi
storici postali descritti e fotografati in un libro
edito da Franco Maria Ricci.
Una curiosa coincidenza, che nel caso del
"palazzo blu" di Sabaudia risulta davvero
molto stonata. «E' veramente inaccettabile -
commenta qualcuno con tono sprezzante - che un
patrimonio così, debba essere mantenuto in questo
stato». Lo sdegno è di tutti a Sabaudia, di tutti
quelli che si aspettavano più attenzione per
questopera.
«Angelo Mazzoni convinto dell'importanza costruttiva
del colore ha ideato un palazzo postelegrafonico,
dalle porte di rame ma agilissime, rivestito di
ceramica di cui il colore dominante blu-savoia,
armonizzandosi con il vermiglione delle vetrate a
grata antimalarica e relative cornici di pietra rosso
di Siena, ... attira l'attenzione dei passanti».
Questa è una celebre recensione del 1934, anno in
cui fu inaugurato il palazzo postale, attualissima
ancora solo e certamente per l'attenzione che attira
nei passanti...
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